Tutti contro i professori e banchieri

Un merito che si deve riconoscere a questo governo è che ha ridato una presentabilità all’Italia. Allo stesso tempo tuttavia sta mettendo in atto una serie di riforme punitive, e probabilmente recessive, contro i privilegi dei più deboli. I privilegi dei più forti ancora non sono stati sfiorati e così petrolieri, assicuratori e banchieri possono dormire sonni tranquilli. Tassisti e farmacisti tremino, insieme a tutte le altre categorie di lavoratori autonomi e professionisti.

Non siamo esperti, nè tecnici, ma ci piacerebbe che le informazioni ci venissero date tutte, in modo da poterci fare un’opinione che si rispetti. Le misure che ci vengono descritte per rilanciare l’economia sembrano poco rilevanti, se dal lato della domanda non ci sono segnali di ripresa.

Se la torta è piccola e già chi mangia non si arricchisce, aumentando il numero delle fette della torta, avremo comunque gente che non riesce a sfamarsi. Il punto allora dovrebbe essere come allargare la torta, prima di invitare a banchetto anche altri commensali e incentivare la tanto benedetta concorrenza che a detta dei potenti migliora le condizioni di mercato per i consumatori.

Perchè poi gli stessi potenti sono così inclini a favorire i cartelli tra società di telecomunicazioni, banche e assicurazioni etc.. rimane un mistero. Per accaparrarsi le briciole, i piccoli devono sgomitare in una concorrenza sempre più accesa, mentre i prezzi dell’energie e dei beni necessari alla vita di ognuno possono crescere indisturabati. In materia di giustizia sappiamo che la legge non è uguale per tutti, evidentemente allo stesso modo in cui in economia la concorrenza non è uguale per tutti.

Una cosa buona i tecnici l’hanno fatta. Hanno ridato una presentabilià all’Italia, che non viene più percepita come una zattera alla deriva, ma come un paese governato da gente competente, come l’andamento dello spread btp-bund indica. Ciò che lascia smarriti è come sia possibile un tale divario tra il mondo dei tecnici contabili, della finanza, dei tassi d’interesse, delle borse, con l’economia del lavoro che coinvolge la vita e la dignità delle persone fatte di carne e ossa che devono chiudere le aziende per il carogasolio o per la concorrenza dei prodotti agricoli provenienti dall’estero.

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